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La storia dell'azienda

Gli inizi

Festeggia quest’anno il sessantesimo anniversario una delle aziende storiche dell’alessandrino, la Garlando S.p.A. di Pozzolo Formigaro, fondata  ufficialmente nel 1954.

Per scoprire le sue radici più profonde bisogna però risalire indietro nel tempo di alcuni decenni, nella Spinetta Marengo degli anni Venti, dove era in attività una falegnameria. Il proprietario si chiamava Giovanni Garlando, ed era il nonno dell’attuale titolare. In quel piccolo laboratorio, che molti in paese ancora ricordano perché i loro vecchi vi avevano lavorato, si producevano svariati articoli in legno, tra cui botti per il vino, flauti e persino casse da morto. I calciobalilla erano ancora di là da venire, ma è proprio a quei tempi che si affinano le capacità di lavorare la materia prima.

Gli eventi che faranno della provincia di Alessandria una delle capitali mondiali nella produzione di calciobalilla si mettono in moto una sera del dicembre del 1949 quando, da un treno che arriva dalla Francia, scende un personaggio enigmatico. Si chiama Marcel Zosso e viene da Marsiglia. Si mormora che sia in fuga dal suo Paese. Quel che è certo è che il francese, per Garlando, sarà l’uomo del destino.

L’idea di Zosso

Zosso ha un’idea in mente. Ha fiutato la possibilità di fare affari producendo calciobalilla. Un paio d’anni prima di venire in Italia ha anche provato a costruire qualche prototipo dalle sue parti. Gli Sportfoot, così si chiamano quei primi esemplari, nel sud della Francia sono subito piaciuti.

L’idea di costruire tavoli che riproducessero il gioco del calcio era venuta inizialmente ai tedeschi tra i tardi anni Venti e l’inizio degli anni Trenta. Anche se francesi e inglesi, a loro volta, ne rivendicano la paternità, resta questa l’ipotesi più accreditata, per il nome con cui il gioco ancora adesso è chiamato negli Stati Uniti: foosball, di palese derivazione dal tedesco fussball. In italia ci aveva provato nel 1936 un artigiano di Poggibonsi, ma si era limitato a costruire qualche prototipo. 

Il marsigliese invece ha le idee chiare. Sa perfettamente che tipo di prodotto ci vuole, per avere successo. Gli manca però l’expertise richiesta per lavorare il legno a un buon livello, ed è privo delle attrezzature per produrre svariati esemplari. Cerca quindi chi può offrirgli entrambe.

Renato Garlando, alla guida della falegnameria ereditata dal padre Giovanni, ha l’occhio lungo e intuisce subito le potenzialità del gioco. Zosso trova in lui quello che cercava. Una stretta di mano ed è l’inizio di una collaborazione destinata a fare epoca nella storia del calciobalilla.

Fatto il progetto si comincia la fabbricazione. Escono i primo modelli prodotti in Italia su larga scala. Il successo è tanto immediato quanto inaspettato nelle sue proporzioni. Per fare fronte alle richieste non bastano i 42 dipendenti di Garlando e vengono messi all’opera anche i detenuti del locale carcere, che collaborano alla produzione.

Gli anni Cinquanta e la fondazione ufficiale

Tra il 1951 e il 1954 Garlando costruisce circa 12.000 calciobalilla: 6.000 sono venduti e 6.000 noleggiati. Un numero che pare incredibile, se si pensa a come erano le attrezzature dell’epoca: macchinari a controllo numerico e automatizzazione erano di là da venire, il lavoro era svolto quasi tutto a mano. Era necessario un impegno certosino anche solo per praticare i fori nelle sponde del mobile, quelli per inserire le aste! Un lavoro che richiedeva un elevato grado di precisione. 

Un sicuro indicatore del successo del prodotto è il fatto che, nel 1952, la parola calciobalilla è inserita per la prima volta in un dizionario della lingua italiana. Per inciso, il termine deriva dal dialetto genovese, dove ha il significato di piccolo. Quindi la parola calciobalilla indicherebbe un calcio piccolo, di dimensioni ridotte rispetto a quello giocato negli stadi.

Pochi anni dopo si registra una momentanea battuta d'arresto: nel 1954 il calciobalilla è vietato dalla questura di Roma, per essere tuttavia nuovamente reintrodotto l'anno seguente. 

Ma intanto, proprio nel 1954, Renato Garlando insieme alla moglie Francesca Romana, genitori dell’attuale titolare, costituiscono ufficialmente l’azienda.

Negli anni seguenti il prodotto si modifica e si perfeziona. Garlando punta molto sull’innovazione e sulla ricerca continua per offrire soluzioni sempre migliori. E intanto guarda avanti, verso nuovi orizzonti.

La conquista del mercato americano

La svolta in questo senso arriva nel 1969. A una fiera a Milano Renato Garlando incontra l’americano Joe Robbins, vice presidente della Empire Distributing di Chicago. Robbins è colpito dai suoi prodotti, decide di scommetterci su e ottiene l’esclusiva per importarli negli Stati Uniti. I primi calciobalilla erano stati introdotti in America intorno al 1955 da Larry Patterson della  L.T. Patterson Distributors di Cincinnati, Ohio, ma il mercato non era pronto per accoglierli e il gioco non aveva avuto successo.

Anche a Robbins all’inizio gli affari non vanno meglio. Per il primo anno i noleggiatori installano i calciobalilla Garlando nei locali, ma la gente non conosce il gioco e non gioca. Un evento durato ben sei giorni, organizzato a Chicago per far provare il calciobalilla al maggior numero di persone, non ha successo. Solo nel Wisconsin il gioco prende piede velocemente. 
Ma Robbins non si arrende e comincia a fare promozione con pazienza e costanza. Lui e i suoi spiegano alla gente come si gioca, le insegnano a giocare. Sono questi gli elementi cruciali che faranno accettare al pubblico un gioco che esso considera ancora come “strano”, per usare le parole di Alan Zeidman, il venditore di punta dell’Empire. 

Il successo di Garlando in America comincia da qui, ed è talmente schiacciante che in breve, per imitazione, fiorisce, per imitazione, tutta una serie di costruttori di calciobalilla ai quattro angoli del Paese. La fiera MOA del 1973 dedica loro un intero padiglione espositivo. Secondo Alan Zeidman, cui si deve il successo del marchio Garlando negli USA, il merito va alla filosofia costruttiva di Renato Garlando. Renato - spiega Zeidman – propone un prodotto di lunga durata, qualità costruttiva, prezzo ragionevole. E’ un innovatore. E’ stato il primo a proporre gli ometti stampati in plastica e a usare formica e metallo dove i concorrenti usavano il truciolare. Garlando ha brevettato le prime boccole con oliatore che permettevano alle aste di scorrere più agevolmente. 

Non solo, Renato è capace di stare al passo con i tempi e fare i cambiamenti necessari, aggiunge Zeidman. Ogni anno visita la MOA per tenere d’occhio i concorrenti e modifica i suoi calciobalilla per soddisfare le esigenze degli operatori e dei giocatori. 

Negli anni Settanta sono stati almeno dodici i modelli sperimentali che hanno preso vita nel capannone di Spinetta Marengo, fino a che non ne è uscito il calciobalilla desiderato. 

I modelli Garlando sono adatti a un gioco veloce piuttosto che di controllo, già all’epoca hanno il piano liscio, pallina in materiale duro e gommoni sulle aste. E’ lo stile detto “all’italiana” o anche ”al volo”, tutt’oggi praticato dai giocatori nostrani. Anche in questo caso Garlando ha fatto scuola.

La stima di cui gode l’azienda in America  è tale da meritarle l’appellativo di Chevrolet del calciobalillaAncora oggi si  trovano molti modelli di quel periodo, splendidi oggetti di modernariato, ricercati dai collezionisti.

Vera e propria opera d’arte – esposta anche alla Tate Modern Gallery di Londra – è Stadium, della fine degli anni Settanta. Questo calciobalilla lungo 7 metri, su cui si gioca in 11 contro 11 nasce da un'idea dell’artista Maurizio Cattelan, designer di fama mondiale, ed è stato costruito da Garlando.  Ma è solo il primo di una lunga serie di “balilloni” – così sono chiamati questi modelli extralarge – che permettono di far giocare lo stesso numero di giocatori che calca l’erba degli stadi. Dal 2003 uno di questi accoglie i turisti a Cattolica tutte le estati.

Gli anni Ottanta e Novanta: l’ampliamento dei mercati e l’espansione all’estero

Nei decenni seguenti, sotto la guida dell’attuale titolare Giuseppe Garlando, l’azienda si trasforma in una moderna realtà industriale con l’introduzione di nuovi macchinari e sistemi produttivi. Si aprono nuovi mercati, in senso geografico e merceologico.

Ai calciobalilla si affianca la produzione di biliardi di alto livello (è rimasto famoso il Paolo Coppo, dal nome del giocatore che lo ha “firmato”), poi di ping pong e air hockey.

Il settore d’elezione di Garlando resta però, fino a tutti gli anni Ottanta, quello dell’automatico da trattenimento, con sale giochi, bar e locali pubblici come interlocutori privilegiati. A loro sono rivolti i calciobalilla da bar, quelli con la gettoniera per l’introduzione della moneta.

In quel periodo l’azienda comincia a puntare gli occhi sul mercato europeo. In realtà, la Germania era già stata conquistata da tempo grazie all’impegno della Rhenania Automaten, un’azienda la cui storia si è incrociata con la Storia con la maiuscola. Il suo fondatore e titolare, Joseph Meurer, aveva conosciuto Renato Garlando nel dicembre 1944 quando era un sottotenente dell’esercito tedesco. Durante l’occupazione tedesca in Italia, il reparto di Meurer era installato nell’abitazione dei Garlando a Spinetta Marengo e, nella notte di Natale, i soldati avevano divorato le scorte di cibo della famiglia. Ma era anche nata un’amicizia, quella tra Meurer e Garlando che, a dispetto degli eventi che hanno conivolto le due nazioni di appartenenza, era continuata negli anni. Rientrato in Germania alla fine della guerra, Meurer aveva cominciato a importare i calciobalilla del suo amico italiano, fondando la Rhenania Automaten. In breve era diventato il suo principale cliente, costellando la Germania di calciobalilla.

All’area tedesca si aggiungono in seguito la Francia, l’Austria e la Svizzera, questi ultimi due tutt’ora  mercati dove si trovano alcuni dei migliori clienti Garlando.

Nel 1986 si registra un vero e proprio boom nelle vendite di calciobalilla in Turchia. Ma è un successo di breve durata perché, solo quattro anni più tardi, nel 1990, il governo blocca l’import di calciobalilla per motivi di ordini pubblico. Molti dei modelli di Garlando sono posti sotto sequestro. E’ curioso notare che il blocco esiste ancora oggi, ma riguarda esclusivamente i prodotti di importazione, mentre i turchi restano liberi di costruire i loro tavoli.

Il decennio dei Novanta vede la conquista del pubblico delle famiglie e delle comunità. A loro Garlando dedica i propri prodotti più classici - calciobalilla e biliardi - rivisitati per coniugare la passione per il gioco con lo stile e la qualità di oggetti che diventano parti dell’arredamento per salotti e tavernette. I primi modelli segnano un’epoca. Il Familiare, con rivestimento color radica di noce, diventa il prototipo sul quale saranno disegnati tutti i modelli seguenti. Piace talmente tanto che a distanza di vent’anni è ancora prodotto con caratteristiche immutate.

G-1000 e G-3000, ideati inizialmente per il mercato americano, hanno un aspetto estroso e avveniristico. Si devono alla creatività di un designer di Tortona, l’architetto Pierottavio Canegallo, che collabora con l’azienda.  I due modelli colpiscono l’attenzione del pubblico internazionale.

Nella primavera del 1996 le distrillerie britanniche UDV - proprietarie del famoso marchio di whisky J&B – contattano l’azienda per far personalizzare con il loro marchio il G-1000. Sarà così prodotto in alcune decine di esemplari da utilizzare in un torneo che toccherà svariate località mondiali.

Il suo gemello G-3000 resta invece nel catalogo di vendite americano Sharper Image - destinato a un pubblico di alta gamma - per due anni di fila tra il 1997 e il 1998.

Intanto, dalla collaborazione con i clienti statunitensi, nel 1997 era nato G-500, il primo modello della nuova ampliata linea casa. Questo calciobalilla, che da subito sarà in assoluto il più venduto, nel 1999 si vede assegnare dai giornalisti della rivista britannica Stuff Magazine il premio come miglior rappresentante della sua categoria. Come prima di lui il Familiare, anche il G-500 diventa il modello per tante altre varianti future.

Nell frattempo l’azienda ha compiuto notevoli passi avanti sui mercati esteri. Si è mossa prima di tutto in Europa, vendendo anche in Svizzera, Regno Unito, Olanda, Belgio, Danimarca, paesi di punta in cui il calciobalilla è particolarmente apprezzato. Arriveranno più tardi i paesi della penisola Scandinava. Contemporaneamente nuove prospettive si sono aperte in Nord Africa e in estremo Oriente fino all’Oceania.

Con il crescere dell’economia nell’Europa dell’Est il calciobalilla si diffonde in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Bulgaria, Romania e Russia. Oggi Garlando conta una settantina di  Rivenditori ufficiali in oltre 40 paesi dei cinque continenti, comprese Australia e Nuova Zelanda.

Il trasferimento a Pozzolo Formigaro e i primi anni 2000

Alla fine del 2002 l’azienda abbandona la storica sede di Spinetta Marengo per trasferirsi nel nuovo stabilimento di Pozzolo Formigaro che, con i suoi oltre 13000 metri quadrati, le permette di pensare ancora più in grande.

Quello stesso anno Garlando comincia a intrattenere relazioni con le associazioni di giocatori di calciobalilla, contatti che apriranno nuove prospettive di espansione.

La prima è quella di Vienna, la Tischfussballbund Österreich (TFBO), che adotta come tavolo ufficiale per i tornei il Deluxe, classico modello da bar tra i più venduti. Il primo torneo nazionale austriaco - il Weltmeisterschaft  - si terrà quell’estate, richiamando nella capitale austriaca i migliori giocatori di tutto il mondo. Lo si gioca su una versione da competizione del Deluxe, opportunamente rivisitato e denominato Deluxe World Champion. Dall’evoluzione di questo prototipo, nasce nel 2004 il World Champion, calciobalilla adottato ufficialmente per i tornei dalla ITSF. E’ proprio in quell’anno, infatti, che Garlando entra a far parte – quale Manufacturer Partner (Costruttore Ufficiale) - insieme ad altri quattro produttori - della Federazione Internazionale Calciobalilla. La International Table Football Federation era stata appena fondata a Nantes, in Francia, e già si poneva obiettivi di respiro mondiale. Suo obiettivo la diffusione dello sport (del calciobalilla e la sua ammissione alle Olimpiadi come disciplina sportiva. Non di gioco infatti vuol sentire parlare la ITSF, ma di vera e propria attività sportiva.

Il World Champion sarà revisionato successivamente, nel 2007, con la collaborazione dei rappresentanti dei principali club che giocano su Garlando: la già citata TFBO, la britannica BFA, la canadese Canada Foos,  la svizzera STF, oltre ai romeni e ai polacchi, ormai diventati stretti collaboratori dell’azienda.

Nel frattempo i Campionati Mondiali di calcio Germania 2006 fanno segnare il boom di vendite di calciobalilla sul mercato tedesco ed europeo in generale. In una sola stagione, la primavera, si producono tanti calciobalilla quanti l’anno prima in 12 mesi.

Negli stessi anni prende impulso il progetto Play & Communicate.  Dopo il successo della collaborazione con la UDV, nel 1996, Garlando aveva cominciato lentamente a proporre il calciobalilla come veicolo pubblicitario. Adatto a rappresentare marchi celebri e meno celebri, il calciobalilla viene collocato nei bar e inserito in eventi anche di grande respiro.

Da allora il settore ha una crescita esponenziale, con attualmente 1200 progetti grafici realizzati (ma il numero si aggiorna continuamente).

Ma le novità non sono ancora finite.

La crescita e l’innovazione del nuovo millennio

Consolidata la presenza sui mercati esteri, è ora di pensare al mercato italiano. La nuova rete di agenti realizza una capillare diffusione dei prodotti sul nostro territorio, che ora conta oltre 500 punti vendita. Ai rivenditori è proposta non solo la gamma tradizionale (calciobalilla, ping pong, biliardi), peraltro ampliata con nuovi prodotti espressamente pensati per i bambini e le famiglie, ma anche i nuovi articoli sportivi (basket, tappeti elastici, porte da calcio per uso familiare e comunitario) nel frattempo aggiuntisi.

E’ del 2008 l’accordo di rappresentanza in esclusiva per l’Italia con la svedese Stiga, numero uno al mondo nella produzione di racchette da ping pong. Stiga è il primo marchio estero che Garlando inserisce nella propria offerta, distribuendo tavoli da ping pong, giochi per la neve e per l’aria aperta in generale (monopattini, skateboard, badminton e altro), oltre alle famose racchette, dimostrando così una capacità di visione che va oltre i confini nazionali.

Nello stesso anno Garlando acquisisce anche la distribuzione dei solarium Hapro.

Ma l’azienda non dimentica quello che è ancora il suo core business e produce i calciobalilla ufficiali per i Campionati Mondiali di Calcio in Austria e Svizzera. Nel 2012 costruirà quelli per gli Europei in Polonia e Ucraina.

Nel 2009 la filiale Kettler di Castelnuovo Scrivia, a una quarantina di chilometri da Pozzolo Formigaro,  chiude.  Garlando prende la palla al balzo e stringe con la multinazionale tedesca   dell’home fitness un accordo per la distribuzione in esclusiva che le apre le porte di un nuovo mercato. Qualche anno più tardi l’azienda sfrutterà l’expertise acquisita vendendo gli articoli Kettler introducendo anche un proprio marchio di home fitness, Toorx, a cui si aggiunge un secondo marchio, Everfit.

Intanto nel 2011 Garlando inizia a distribuire in Italia i bersagli per il gioco delle freccette della britannica Unicorn leader mondiale di settore, uscendo poco dopo con la propria linea,  Equinox.

Gli anni recenti vedono l’introduzione di numerosi altri modelli di calciobalilla: la serie Evolution, il modello in edizione limitata Lusso e Open Air,  entrambi progettati da Pierottavio Canegallo.

E’ della fine del 2013 l’acquisizione della rappresentanza della francese Falk (cavalcabili per bambini).

Nel 2014 Garlando festeggia i 60 anni di attività con l’uscita di un calciobalilla di prestigio, Exclusive - presentato alle ultime fiere di settore - che sarà prodotto in tiratura di 60 esemplari,  e della linea Design & Style: sedici biliardini con colori in linea con le ultime tendenze della moda, come per esempio il pied de poule e le stampe animalier.

Nel futuro dell'azienda ci sono ancora tantissimi progetti: nuovi prodotti, nuovi marchi, nuovi mercati, nuovi inizi.

 

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